Pro Loco Pelago

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gioved 19 luglio 2018

( OGGI )



Tombola presso la sede Pro Consuma

Consuma - Sede CTC - Dalle: 21:00


Mostra Quadri: "Anime fluide." di Gianni Benelli

Consuma - Sede Consuma Creativa - Dalle: 10:00


Cinema sotto le stelle

Diacceto - Arena - Dalle: 21:30

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A.R.cinema -

Proiezione presso il Circolo ARCI di Diacceto alle ore 21.00
INGRESSO GRATUITO e RISERVATO AI SOCI ARCI
Quante coppie si sfascerebbero se uno dei due guardasse nel cellulare dell'altro? questa la premessa narrativa dietro la storia di un gruppo di amici di lunga data che si incontrano per una cena destinata a trasformarsi in un gioco al massacro. E la parola gioco forse la pi importante di tutte, perch proprio l'utilizzo "ludico" dei nuovi "facilitatori di comunicazione" - chat, whatsapp, mail, sms, selfie, app, t9, skype, social - a svelarne la natura pi pericolosa: la superficialit con cui (quasi) tutti affidano i propri segreti a quella scatola nera che il proprio smartphone (o tablet, o pc) credendosi moderni e pensando di non andare incontro a conseguenze, o peggio ancora, flirtando con quelle conseguenze per rendere tutto pi eccitante. I "perfetti sconosciuti" di Genovese in realt si conoscono da una vita, si reggono il gioco a vicenda e fanno fin da piccoli il gioco della verit, ben sapendo che di divertente in certi esperimenti c' ben poco. E si ostinano a non capire che la protezione dell'altro, anche da tutto questo, a riempire la vita di senso.
Paolo Genovese affronta di petto il modo in cui l'allargarsi dei cerchi nell'acqua di questi "giochi" finisca per rivelare la "frangibilit" di tutti: e la scelta stessa di questo vocabolo al limite del neologismo, assai legato alla delicatezza strutturale di strumenti cos poco affidabili e per loro stessa natura caduchi come i nuovi media, indica la seriet con cui il team degli sceneggiatori ha lavorato su un argomento che definire spinoso poco, visto che oggi riguarda (quasi) tutti. Per una volta il numero degli sceneggiatori (cinque in questo caso, fra cui lo stesso Genovese, senza contare l'intervento importante degli attori che si sono cuciti addosso i rispettivi dialoghi) non denota caos e debolezza strutturale, ma sforzo corale per raccontare una storia che intrinsecamente fatta di frammenti (verrebbe da dire di bit, byte e pixel), corsa ad aggiungere esempi sempre pi calzanti tratti dal reale.
Il copione lavora bene sugli incastri e sugli snodi narrativi che rimangono fondamentalmente credibili, instilla verit nei dialoghi (che certamente verranno riecheggiati sui social e nelle conversazioni da salotto, perch questo fanno certe "conversazioni": l'eco), descrive tipi umani riconoscibili. Il cast, anch'esso corale, fa onore al testo, e ognuno aggiunge al proprio ruolo una parte di s, un proprio timore reale. Perch questa societ cos liquida da tracimare di continuo, sommergendo ogni nostra certezza, fa paura a tutti, e tutti ne portiamo gi le cicatrici, abbiamo gi assunto la posizione del pugile che incassa e cerca di restare in piedi (o sopravvivere, come canta il motivo di apertura sopra i titoli di testa).
Il tono adeguato alla narrazione: non melodrammatico (alla L'ultimo bacio), non romanticamente nostalgico (alla Il nome del figlio), non farsesco, non cinico, ma comico al punto giusto, con sfumature sarcastiche e iniezioni di dolore. Questa "cena delle beffe" attinge a molto cinema francese e americano, ma la declinazione dei rapporti fra i commensali italiana, con continui riferimenti a un presente in cui il lavoro precario, i legami fragili e i sogni impossibili. La scrittura crudele, precisa, disincantata, e ha il coraggio di lasciare appese alcune linee narrative, senza la compulsione televisiva a chiudere ogni scena. C' anche una coda alla Sliding Doors che mostra come il "gioco" (prima che diventi al massacro) sia gestibile solo con l'ipocrisia e l'accettazione di certe regole non scritte: ed questa la strada che pi spesso scelgono gli esseri "frangibili".
Quello che ancora manca, a ben guardare, quella profondit abissale, quella vertigine di consapevolezza regalata agli spettatori senza preavviso dal miglior cinema italiano, su tutti quello di Ettore Scola (non a caso anche qui c' una terrazza). Ma questa non colpa degli sceneggiatori o del regista, segno dei tempi, giacch la "frangibilit" delle identit e dei rapporti consente al massimo la rivelazione di qualche doppiofondo, non quella sospensione sull'orlo dell'abisso che, come canta il bardo della nostra epoca inconsistente, "non paura di cadere ma voglia di volare"


Tipo evento:

Teatro e Cinema

Organizzazione:

Circolo ARCI Diacceto
Tel.: +390558327026
Mob.: +393392559815
E-mail: circolodiacceto@gmail.com

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