Santa Maria a Ferrano
La chiesa di Santa Maria in Ferrano doveva esistere già nell' XI secolo; in alcune carte del 1098 viene ricordato un castello in questa stessa località di cui Santa Maria era probabilmente la chiesa.
Sicuramente è presente nel XII secolo, quando è menzionata come suffraganea della pieve di Sant'Ierusalem, poi San Lorenzo a Diacceto.
Santa Maria fu soppressa il 3 ottobre 1574 ed unita alla sottostante chiesa di San Pietro ma continuò ad essere regolarmente ufficiata, finché venne nuovamente soppressa ed unita a San Pietro nel 1745.
Da questa data in poi viene ridotta a cappella del camposanto di San Pietro come dimostra il recente rinvenimento di resti di sepolture sotto il pavimento della chiesa e nei campi circostanti.
Successivamente venne adibita ad usi agricoli (fienile).
Come molti altri edifici religiosi della zona, dal '300 la chiesa fu per un lungo patronato della famiglia Albizi e dalla fine degli anni sessanta del '900, dopo alcuni passaggi di proprietà, è stata venduta a privati che ne stanno seguendo la ristrutturazione.
Santa Maria è l'edifico nel comune di Pelago dove meglio si sono conservate le vestigia medievali.
La chiesa ha un'unica navata rettangolare con abside in aggetto sull'esterno ed una copertura a capriate.
I grossi conci in arenaria ancora in parte presenti in facciata e nell'abside sono tipici elementi costruttivi del romanico toscano dell'XI-XII secolo.
Il portale, come si vede dalla controfacciata, presentava originariamente architrave ed archivolto.
L'edificio era illuminato da due monofore per lato, dalla monofora rotonda in facciata e da due piccole aperture ai lati dell'abside.
Sulla parete destra all'interno della chiesa vi sono tracce di un affresco cinquecentesco, raffigurante la Madonna del latte col Bambino ed i Santi Giovanni Battista e Francesco.
San Pietro a Ferrano
Ben poco rimane dell'originaria costruzione romanica della chiesa di San Pietro, modificata più volte nel corso dei secoli.
Fonti documentarie ricordano l'esistenza della pieve dal XII secolo ed il patronato della famiglia Albizi dal 1362 e successivamente, dal 1925, dei Frescobaldi: gli stemmi delle due famiglie sono visibili nella cappella in chiesa sulla sinistra.
In passato la chiesa si presentava con un'unica navata e tre altari, di cui quello maggiore adornato con un trittico attribuibile a Lorenzo di Bicci e databile nei primi anni del '400 che raffigura la Madonna con Bambino e quattro Santi; controversa è una precisa identificazione dei santi, in gran parte a causa del pessimo stato di conservazione dell'opera.
Sull'altare laterale dedicato alla compagnia del Corpus Domini era collocata dal XVII secolo una tela con Cristo con la Croce e due confratelli, stilisticamente accostabile ai modi di Donato Mascagni allievo di Jacopo Ligozzi.
Sul terzo altare, dedicato alla Madonna del Rosario, vi era il dipinto con La Sacra Famiglia e San Giovannino, tuttora presente in chiesa.
L'aspetto attuale dell'edificio è sostanzialmente quello voluto dal parroco Francesco Bati nel XIX secolo.
La chiesa è coperta da un soffitto stoiato con cornici dipinte e girali a losanghe ed al centro la figura di San Pietro; l'altare maggiore, separato da una balaustra dal resto della navata, è in marmi policromi ed alle sue spalle vi sono coro ligneo ed organo.
Rimangono gli altari laterali benché ne sia stato sostituito l'arredo con delle statue del Cristo con il Sacro Cuore e della Vergine; quello del Corpus Domini è adesso entro una cappella di edificazione ottocentesca che amplia la planimetria originaria della chiesa ed è coperta da un soffitto stoiato affrescato.
Testo a cura di Deborah Tini